YOUR ANGUISH - Torino Thrash.Metal.Core - Discography


YOUR ANGUISH - ST [2005]
  01. Introduction
02. The race
03. An ordinary story
04. Crossed paths
05. Watching your anguish
06. Broken dreams
07. Atrocity exhibition
08. Silence
09. I won't wipe your tears anymore

Recorded and mixed by Carlo Ortolano @ Dracma Studio on Nov 2004. Produced by Your Anguish & Zumbi Records with the help of Produzioni Sante. DIY Rulez! Bigger cover here
lyrics & mp3 here
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REVIEWS:
DANCING WITH MYSELF #1
Quando ho messo il CD nello stereo sono rimasto abbastanza sorpreso di ascoltare un genere che in Italia non suona ormai quasi più nessuno. L'album infatti raccoglie nove brani con un tipico suono hardcore metal pre-newschool. Quel genere che andava in certe città degli States all'inizio degli anni '90 e questo lascia addirittura più spazio al metal. Direi in generale tra Integrity e Morbid Angel. Molto vicino sia a gruppi propriamente metal, sia come dicevo prima a gruppi come Lashh Out, Ironside, Mayday. Ma il suono è più veloce, non concede nulla al mosh, e i riffs slayeriani di chitarra imperversano. A me piace davvero un sacco, purtroppo temo che oggi non siamo in molti ad apprezzare...

RADIO RIOT (www.radioriot.org)
E pensare che al sottoscritto generi così estremi non lo fanno impazzire. Se leggo “Torino” penso già che potrei aspettarmi qualcosa di molto buono (nonostante la Città Industriale sia ancora in una sorta di avvallamento musicale), ma se accanto leggo “trash metal core” freno un po’ il mio entusiasmo. Gusti! Personalissimi, sacrosantissimi, gusti! Che, com’è giusto che sia, possono essere smentiti. Possono essere messi da parte e possono farti scoprire che un disco simile te lo ascolti ben volentieri fino alla fine e anche più e più volte, come dovrebbe essere per una buona recensione (comunque, ahimè, limitata per ciò che è). Dove arriviamo allora? Arriviamo a dire “Non male, questi Your Anguish”! Belli tosti come il genere richiede, eppure ascoltabilissimi anche da chi, come detto sopra, non apprezza particolarmente i loro suoni. Sono coinvolgenti, hanno un buon sound e sono uno di quei gruppi che sanno creare delle atmosfere tangibili. Atmosfere cupe e violente, in questo caso, introdotte fin dal nome della band (La Tua Angoscia) e presenti per tutto lo svolgimento delle nove canzoni. Magari non ci sarà una gran varietà di traccia in traccia, è un gruppo che si fa inquadrare subito, però le idee latenti si sentono e si fanno sentire; insomma sembra proprio una loro caratteristica il fatto di rimanere facilmente inquadrabili, proponendosi comunque in diverse forme all’interno della stessa piccola cornice. Come non apprezzare, allora, le tracce disegnate dalle chitarre? Le sei corde fanno volare riff tanto semplici (salvo qualche eccezione) quanto efficaci (salvo qualche eccezione), incendiando i contorni delle canzoni, che grazie al resto della parte strumentale risultano equilibrate, capaci di non annoiare né stancare, dando solo quel che devono dare e mirando in particolar modo a far salire l’adrenalina: ho l’impressione che live, ‘sta band, ci dia dentro di brutto e con stile. E ho apprezzato tantissimo (ma così tanto che mi esce spontaneo un “grazie”) la traduzione in italiano di ogni testo, gutturalmente (growl) cantato in inglese. Posso così aggiungere senza timore di mal interpretazioni, che anche i testi parlano per lo più di angoscia, riflessioni sull’inquietudine vissuta nella quotidianità d’una città metallica, d’una vita stereotipata, d’una “grigia realtà”, volendo citare gli Hearfield. Testi nebbiosi e rinchiusi come la loro musica. Entrambi non si aprono eccessivamente, restano anzi volutamente costrittivi. Un disco chiuso, ecco cos’è, agorafobico, dove queste piene emozioni negative si fanno percepibili. Mi fa quasi strano essermi dilungato così tanto su un suono che apprezzo così poco. Eppure, vi dirò, io questi Your Anguish credo proprio che me li riascolterò…

TRUESIDEMUSIC (www.truesidemusic.de)
Ok Kids now please forgive me, if I say something wrong. I’m truly not the biggest Metal head around. But YOUR ANGUISH, from Turin/ Italy could maybe turn me into one. Damn their self titled CD, which features nine heavy Grind, Death and Trash Metal songs, is a real blast. It all sounds like stuff from the Legendary Napalm Death, Slayer or even some Black Dahlia Murder. It´s just fast and heavy played stuff with an intense touch of some melody. So if someone of you is into stuff like this or even into some Metal core get into it you will like it. [Our rating: 7 of 10 stars]

SAVE YOUR SCENE (www.saveyourscene.com)
This selftitled MCD is the first record from Your Anguish, a young italian band hailing from Turin which plays a good mix of thrash-metal and death-metal influenced hardcore. The whole MCD (8 songs plus an instrumental intro) is pervaded by dark and angry atmospheres, with lyrics that mostly deal with rotten life and feelings in modern post-industrialized landscapes which pave the way for betrayal, war, death. Musically this band reminds me a lot the older works from Sepultura from the chaos A.D. / Arise period (especially the vocals!) but here the guitars are generally more various and often tend to play death metal melodies. I really like the thrashy riffs (and the few solos!) that these guys play: they are the strong point of this album! Overall i think this is a good work, but i think the guys need to improve some stuff: the drumming is too simple and repetitive, it is really the worst thing of the whole work because it makes the whole album sounding monotonous. The recording quality is really too flat for a metal-influenced album: sometimes the songs lack aggressivity and the rythmic section falls too behind the guitars. Anyway since this is a DIY production i have to say the recording isn't too bad at all! A final note for the the artwork: simple but good, fits well the atmospheres of the album. Your Anguish plays a totally unfashionable kind of music: and does it good. Give them a try if you want some honest metallic hardcore! [Vote: 3,5/6]

EMOTIONAL BREAKDOWN (www.emotionalbreakdown.com)
Un’atmosfera oscura e rabbiosa regna su questo disco dei Your Anguish – per intenderlo basta guardare la copertina. Sentendo le canzoni invece si può notare una discreta prova di death metal che stenta a farsi riconoscere per quello che é – italiano. Ha tutte le carte in regola per andare oltre gli appennini questa band di Torino; i pezzi dimostrano maturità sonora abbastanza buona ed un sound pulito di facile ascolto. Credo che per avere più impatto manchi una batteria più presente e leggermente più varia – cose che le chitarre sembrano fare bene. Per poter veramente fare di meglio e staccarsi dall’etichetta di “mediocri” gli Your Anguish a mio avviso dovrebbero lavorare su due cose; migliorare l’impostazione della voce, magari provando a tenere un tono più acuto, e cercare di non tagliare i pezzi finali delle canzoni semplicemente lasciando gli strumenti o peggio ancora abbassando il volume. Una buona canzone deve avere anche una buona outro. Detto questo credo che la band stia facendo abbastanza bene. [voto 2,5/5]

FIREALIVE (www.firealive.it)
I Your Anguish sono una band torinese nata nel 2003 dai tre membri tutt’ora della band Dano, Daniele e Francesco e in seguito furono raggiunti dal cantante Marco e nel 2004 dal bassista Alessandro: quello che unisce questi cinque ragazzi è la passione della musica trash e death metal, generi alla base di quello che suonano ora. Torino è grande città con gruppi che hanno raggiunto una elevata popolarita’ e commercialita’ come ad esempio i Linea 77: bene con i Your Anguish si scava negli abissi piu’ oscuri, nell’underground sonoro di questa città, assieme ad altre bands come Sickhead, Mainline ecc… Nel novembre 2004 la band decide di registrare delle canzoni al Dracma studio, le quali poi comporranno il loro album di debutto intitolato “Your Anguish”; prodotto da Zumbi Rec.e Produzioni Sante. Una miscela Trash e death portandosi vicino a influenze metalcore con riffs di chitarra e basi ritmiche molto semplificati. La registrazione non è delle migliori, ma tutto sommato c’è un abbondante e potente groove. Capisco benissimo che i soliti album di debutto non sono registrati con l’intenzione di far sentire la gran qualità del prodotto ma magari si poteva prestare un po’ piu’ di attenzione. Comunque non sono qui per criticare le grandi potenzialità del quintetto di Torino, perchè penso e sono sicuro che possano fare veramente di meglio. Attendo il prossimo loro lavoro. Vote: 6,5/10

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